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© 2017 by Andrea Bulgarini. 

LA  COLONNA DELL'OSPITALITA'
L'OSPITALITA' UN GRANDE VALORE  CHE SI EVOLVE NELLA STORIA

Nel piazzale del villaggio dell'ospitalità è stata collocata una colonna ai cui lati sono raffigurati delle teste di cavallo con annessi degli anelli: cosa rappresenta? si domanda ogni persona che va a curiosare. Sarà opportuno rispondere a tale quesito partendo fin dalle sue origini per arrivare ai giorni nostri, esaminando il senso dell'ospitalità e le sue evoluzioni.

 

Correva l'anno 995 e nell'antica Brisighella ( Prov. Di Forlì) il giudice Andrea, avendo convocato una riunione di pace per risolvere una serie di contese sorte fra le famiglie più potenti del territorio relative a confini e tasse, si trovò di fronte ad un problema di ospitalità dei nobili convenuti che venivano contesi dai nobili locali volendo ciascuno ospitare gli ospiti illustri presso la propria dimora. Risulta che il giudice Andrea risolse il problema in quella occasione, forse usando la sua autorità, ma non poté evitare che la problematica si potesse ripresentare in altre occasioni.

 

Fu così che nel 1200, due nobili ed amici,  Arrigo Mainardi e Guido del Duca,  fecero erigere, sempre a Brisighella, la famosa “ Colonna dell'Ospitalità” con dodici anelli inseriti alla sua base.

Quando il forestiero, entrando in città, giungeva alla fonte nei pressi della Colonna, legava il proprio cavallo ad uno degli anelli( tutti uguali) e subito veniva invitato ad essere ospite della famiglia a cui  questo anello apparteneva. Queste famiglie dell'ospitalità che agivano sotto l'egida della giustizia e della pace hanno trovato grande considerazione anche in Dante che le ricorda nel XIV canto del Purgatorio.

Da questa storia nascono alcune considerazioni:

  • Il senso dell'ospitalità è originata dal concetto di amicizia ( come quella di del Duca e Minardi );

  • Il concetto di ospitalità per concretarsi e radicarsi in una comunità ha bisogno di molto tempo ;

  •  Il senso di ospitalità rimane comunque limitato a persone nobili o benestanti che all'epoca potevano mantenersi un cavallo.

Negli anni 70 un altro personaggio, sempre di  Brisighella, Silvio Morselli, vuole ampliare ancora di più il concetto di ospitalità scegliendo la Vergine Maria quale simbolo ineguagliabile di accoglienza ed ospitalità facendo realizzare dallo scultore Angelo Biancini  una scultura della Madonna alla quale  Paolo VI darà il nome di S.Maria Madre di Ospitalità e Giovanni Paolo II, successivamente, assegnerà alla nostra parrocchia. Tale immagine per il Morselli doveva essere collocata nei vari luoghi di ospitalità ( alberghi ecc) per dare più calore ed amore alle persone.

Il manto della Madonna ha la forma di una  rete da pesca pronta a trascinarsi nel mare della nostra esistenza perché sempre più persone rimangano imbrigliate nell'amore e nella fraternità di Maria.

Il concetto del Morselli espressione universale massima dell'accoglienza ( Maria che accoglie Gesù ) rimane, ai nostri giorni, limitato nell'azione e nell'opera di carità di ogni giorno se visto solo come elemento di meditazione e di incoraggiamento per ognuno noi.

Oggi, nell'era della globalizzazione dove le persone hanno più facilità di spostamento osserviamo che la povertà   ed il bisogno emigrano copiosi verso i paesi più ricchi spinti dallo spirito di sopravvivenza, dal mito del benessere. E’ necessario ampliare ancora di più il concetto di amicizia, di accoglienza.